Una Corona Per Gli Assassini . Морган Райс

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Una Corona Per Gli Assassini  - Морган Райс Un Trono per due Sorelle

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ad aspettare così quando adesso sa dove cercarli, e senza neanche avere la prospettiva di un matrimonio per passare il tempo.

      Se volete saperlo tutte e due, sono più che contento per voi, disse Lucas ad entrambe con il pensiero, quindi vi state sbagliando. Non mi perderei questo giorno per niente al mondo. Sei pronta ad essere regina, Sofia?

      In tutta risposta Sofia scese dalla carrozza e avanzò salendo sul palco mentre la folla esultava. Si girò a guardare la gente lì raccolta, sentendo la loro gioia, e la speranza. Sapeva che si aspettavano che lei parlasse.

      “Poche settimane fa ho preso Ashton con la forza,” disse. “Ho preso decisioni da regina perché avevo un esercito a sostenermi. Poi sono andata all’Assemblea dei Nobili e ho posto loro il mio caso. Hanno accettato che fossi la regina perché il mio sangue mi dava il diritto di esserlo. Oggi verrò incoronata, ma niente di queste cose sembrano piacere abbastanza. Quindi vi chiedo questo: mi volete come vostra regina?”

      Quando arrivò la rombante risposta, Sofia si portò al trono e si sedette. Hans arrivò con una corona, una cosa delicata i cui fili di platino e oro si intrecciavano come giunchi, con fiori di gioielli a decorarne la circonferenza. La passò all’alta sacerdotessa della Dea Mascherata. Quella era una parte della cerimonia che Sofia avrebbe preferito evitare, ma se intendeva riunire tutta Ashton, doveva almeno mostrarsi favorevole ad accettare tutta la sua gente, inclusi i tanti seguaci della Dea Mascherata.

      “Per il potere di cui mi investe la Dea Mascherata,” disse l’alta sacerdotessa, poi fece una pausa come se ricordasse che doveva dire altro, “per il diritto del vostro sangue, l’autorità dell’Assemblea, e… apparentemente il volere della gente, nomino voi, Sofia, regina di questo regno.”

      Le grida di esultanza quando pose la corona sulla testa di Sofia furono quasi assordanti. Sofia si guardò attorno osservando i volti sorridenti della gente cui voleva bene, e capì che c’erano ben poche cose che avrebbero potuto renderla più felice.

      Eccetto, ovviamente, il matrimonio che stava per essere celebrato.

      ***

      Sebastian si trovava all’ingresso del tempio della Dea Mascherata, e avrebbe voluto essere insieme a Sofia nel momento in cui veniva incoronata. Sarebbe stata un’infrazione troppo grossa della tradizione, però, dato quello che stavano per fare.

      “Nervoso?” chiese a Will, che era in piedi accanto a lui con la sua uniforme da soldato. La sua famiglia era sicuramente là fuori nella folla da qualche parte. Una parte di Sebastian avrebbe desiderato che anche la sua famiglia fosse ancora in giro per poter vedere quel momento, nonostante tutto quello che avevano fatto al regno, a lui e a Sofia.

      “Terrorizzato,” gli confermò Will. “E tu?”

      Sebastian sorrise. “Sono felice che questo stia succedendo, dopo tutto quello che c’è stato prima.”

      Le trombe suonarono, segnalandogli di muoversi in avanti per poter finalmente sposare la donna che amava. Si mosse tra la folla, il suo abito semplice come quello di Sofia, come una seconda metà pronta ad essere un intero con lei. La gente si faceva da parte per farlo passare, e Sebastian si trovò comunque un po’ sorpreso dalla benevolenza che sembrava ricevere nonostante tutte le voci che erano state fatte circolare su di lui e nonostante tutto ciò che la sua famiglia aveva fatto per anni e anni.

      Salì sulla piattaforma e si inginocchiò, la testa china in riconoscimento della sua nuova regina. Sofia rise e si alzò in piedi, tirando su anche lui.

      “Non devi farlo,” gli disse. “Non devi mai inginocchiarti davanti a me.”

      “E invece lo faccio,” disse Sebastian. “Voglio che la gente veda che questo è il tuo regno. Che tu sei la regina.”

      “E presto tu sarai il mio re accanto a me,” disse Sofia. Parve volerlo baciare, e Sebastian assolutamente lo voleva fare, ma avrebbero dovuto aspettare per quello.

      L’alta sacerdotesse sbuffò sommessamente, seccata, come a ricordare loro che c’era un matrimonio che li aspettava.

      “Siamo riuniti oggi per assistere al matrimonio della regina Sofia della Casata di Danse con il principe Sebastian della Casata di Flamberg. Stanno, privi di maschera, davanti alla dea, e uno di fronte all’altro.”

      Lasciò appositamente perdere la parte in cui nessuno di loro avrebbe seguito la cerimonia tradizionale. Sebastian lasciò stare. Il fatto che stesse per sposare la donna che amava era l’unica cosa che aveva importanza in quel momento.

      “Ora,” disse l’alta sacerdotessa. “La regina Sofia mi dice che desidera pronunciare le sue parole a questo punto. Vostra Maestà?”

      Sofia allungò una mano e toccò il volto di Sebastian, e in quel momento la folla fece silenzio in modo che le parole potessero essere trasportate dal vento.

      “Quando ti ho incontrato la prima volta,” disse, “non sapevo chi ero. Non sapevo quale fosse il mio posto nel mondo, né se ce ne fosse uno. Però sapevo che ti amavo. Quella parte è rimasta costante. Quella parte non è cambiata. Ti amo, Sebastian, e voglio passare il resto della mia vita con te.”

      Fu allora il turno di Sebastian, ma non aveva preparato ciò che avrebbe detto. Aveva pensato che gli sarebbe venuto in mente quando fosse giunto il momento, e infatti fu così.

      “Ne abbiamo passate talmente tante,” disse Sebastian. “Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di averti persa, e altri in cui sapevo di non meritarti. Ho cercato di seguirti oltre il regno, e alla fine sei stata tu a trovarmi. Ti amo, Sofia.” Fece una pausa e sorrise. “Non avrei mai pensato che sarei stato io a sposare qualcuno della famiglia reale.”

      L’alta sacerdotessa prese le loro mani e le strinse tra loro. Il cuore di Sebastian pulsava per l’attesa. Normalmente quello sarebbe stato il momento in cui avrebbe dovuto pronunciare la loro unione, ma non era così che Sofia voleva che accadesse.

      Invece suonarono ancora i corni.

      ***

      Kate guardò verso l’ingresso della Chiesa della Dea Mascherata, incapace di contenere l’eccitazione ancora per molto. Già il fatto che sua sorella venisse incoronata e si sposasse sarebbe bastato a rendere quel giorno uno dei migliori della sua vita, ma ora le parve di aver aspettato fin troppo. Guardò con bramosa attesa mentre Will avanzava.

      Nessuno di loro due sembrava regale come Sofia e Sebastian, ma quello andava bene per Kate. Loro erano soldati, non governatori. Già bastava che Will fosse lo stesso meraviglioso ragazzo che lei aveva visto quando era andata alla forgia dei suoi genitori.

      Marciò verso la piattaforma, e a metà del percorso Lord Cranston e i suoi uomini sguainarono le spade, formando un arco di acciaio sotto al quale Will potesse proseguire. Kate fu felice di vederlo, felice che fossero tutti vivi dopo la battaglia che avevano combattuto.

      Will salì sulla piattaforma e Kate gli prese la mano, senza aspettare che qualche vecchia sacerdotessa decidesse quando fosse il momento giusto.

      “Quando ti ho incontrato la prima volta,” disse Will, “ho pensato che fossi una testa dura, cocciuta e probabilmente capace di farci ammazzare entrambi. Mi sono chiesto che genere di selvaggia fosse arrivata alla forgia dei miei genitori. Ora so che sei davvero tutto questo, Kate, ed è proprio questo che ti rende così meravigliosa. Voglio essere tuo marito fino a che le stelle saranno tanto sbiadite da non poterti più vedere, o

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